Luoghi comuni e software libero


Non sono un integralista, in nulla nella vita. Ciò che penso a proposito del software libero non fa eccezione, ma ne sono un sostenitore, sviluppo applicazioni multimediali e le rilascio con licenze libere e sono convinto che l’uso intensivo di FLOSS (Free Libre Open Source Software) sarebbe una boccata d’ossigeno per la libertà e l’economia di ogni persona. Ma su questo tornerò nel prossimo futuro, ora vorrei mettere in risalto e confutare alcuni luoghi comuni che ancora circondano il software libero ed open source.

Lo spunto per queste righe me lo ha dato una discussione in una delle molte mailing-list che seguo (prometto sempre a me stesso di seguirne meno, ma non ci riesco mai).

Luogo comune n.1: Adobe Flash è indispendabile
Tra le altre cose si sosteneva che per arrivare a un grande numero di persone con contenuti multimediali fosse necessario l’utilizzo di Flash. Secondo il nostro amico per fare il 10% di ciò che fa un’applicazione Flash è necessario uno sforzo di realizzazione enormemente più grande.

Questo, secondo me, è un luogo comune che sarebbe bene sfatare.
Esistono ormai molte librerie di linguaggi liberi (per esempio javascript) che consentono la manipolazione delle immagini, l’applicazione di effetti di vari tipi, la gestione dell’interazione tra utente e interfaccia (trascinamenti, cattura di oggetti, e così via).
Mi si dirà che player video e audio integrabili in applicazioni e siti web realizzati con linguaggi diversi da Flash non ne esistono. Ma ragionando in prospettiva (non fra due anni, ma fra qualche mese), quando HTML 5 diventerà uno standard adottato, video ed audio si potranno inserire nelle applicazioni “nativamente”. Per ciò che riguarda editor audio video, o strumenti per vjing e djing esistono vari software liberi (FreeJ, Qeve). Inoltre da qualche anno si sta affermando prepotentemente l’uso di Pure Data, un tool grafico di programmazione molto usato per l’audio e il video.

Come dicevo non sono un integralista, quindi è possibile che per il momento rimangano applicazioni che è più comodo sviluppare con flash, anche se leggendo le specifiche di HTML 5 ho molti dubbi, ma indubbiamente non sarà l’unica strada percorribile.
A questo punto però l’affermazione che senza flash si raggiunge un basso numero di persone mi sembra decisamente priva di fondamento. HTML 5 sarà interpretato da ogni browser essendo appunto uno standard certificato W3C.

Luogo comune n.2: l’uso del software proprietario è più semplice del FLOSS.
Si dice che è facile scaricare e installare Flash, il software proprietario e i sistemi operativi proprietari. Molto di più che scaricare ed installare programmi e sistemi operativi liberi.
Secondo me questa affermazione è fatta da chi non usa sistemi operativi e software liberi.
Installare sistemi operativi liberi è ormai semplice come installare quelli proprietari. Per non parlare delle applicazioni, che è possibile scaricare ed installare automaticamente da repository aggiornati e verificati.
Riguardo la difficoltà di configurare periferiche (webcam, stampanti, scanner, etc.) devo dire che da qualche anno ormai non mi capita di compilare dei driver per poter usare delle periferiche.
Non nego che ci sia la possibilità che qualche periferica non venga riconosciuta, ma sfido chiunque a dire che con Windows funziona tutto perfettamente. Altro cosa è il mondo Apple, in cui tutto funziona perfettamente, ma a prezzi mediamente quasi doppi rispetto agli altri computer e a discapito di molte libertà degli utenti.

Luogo comune n.3: l’iPhone è lo smartphone più usato (potere del marketing).

Sempre nella stessa discussione si sosteneva che se si vuole che le proprie applicazioni siano utilizzate da un gran numero di utenti devono essere distribuite per iPhone.
Ma una tale affermazione è smentita da tutte le indagini di mercato degli ultimi tre mesi che attestano che Symbian (sistema operativo open source adottato da Nokia) detiene il 40% del mercato, al secondo posto si trova il BlackBerry, al terzo posto Android (il sistema operativo open source di Google) e infine, solo al quarto posto Apple iOS (sistema operativo di iPhone).

Questi dati dimostrano l’esatto contrario. Sviluppando applicazioni open source per smart phone si raggiungono il maggior numero di utenti (Symbian + Android = 56,4 % del mercato secondo i dati IDC). La tendenza dicono gli analisti è addirittura ancora più favorevole ad Android di quanto non lo sia l’attualità.

Io non sono affatto convinto che Google o Nokia siano il bene assoluto e Apple o Microsoft siano il male assoluto. Purtroppo (o per fortuna) le cose sono molto più sfumate e complicate di così. Moltissime multinazionali delle tecnologie usano ed incentivano il FLOSS, e non per questo hanno a cuore le sorti e la libertà degli utenti.
Sono però convinto che qualsiasi software o hardware che diminuisca il controllo degli utenti sulla tecnologia, che impedisca “di metterci le mani dentro”, tolga un pezzetto di libertà alle persone. E come dice Stallman è così facile perdere la propria libertà che spesso la perdiamo senza neanche accorgercene.

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  1. #1 di xDxD il 25/10/2010 - 8:26 pm

    oh, bof, state continuando di qua… ve la appiccico pure quissotto allora 🙂

    cià!
    xDxD

    a me interessa molto questa discussione, ad esempio, perchè penso che
    ci siano molti modi di fare le cose. E uno dei miei “problemi”
    (virgolette virgolette virgolette) con questa lista è che di solito se
    ne promuovono assai pochi (di modi, non di istanze).

    ovvio che “se io ho un modo diverso dal tuo” non vuol dire sia meglio.
    e questo vale in maniera bidirezionale ovvero: non è detto neanche che
    il tuo sia meglio del mio.

    c’è chi scrive libri, chi fa l’attivista, chi fa l’artista, chi
    installa software, chi fa il prof, chi fa il politico, chi fa
    l’imprenditore, chi fa il pirata e così via.

    i diversi approcci presuppongono strumenti e metodologie differenti.

    gli stumenti che usi “tu” non è detto che siano efficaci come i
    “miei”, per la “mia” attività e metodologia.

    e questo di FLxER è proprio uno di questi casi. Come lo è stato in
    passato per REFF (ma per tutt’altri motivi) e per tante altre
    cose/iniziative.

    dato questo presupposto, do una mia risposta alle questioni che poni sul blog

    “Luogo comune n.1: Adobe Flash è indispensabile” e “Luogo comune n.2:
    l’uso del software proprietario è più semplice del FLOSS.”

    non penso che nessuno abbia detto questo. E’ vero che Flash per un
    sacco di cose è anni luce migliore delle alternative che proponi.
    Dove la definizione “migliore” è assai estesa, e include anche il
    fatto che se io faccio una azione con una certa strategia e a questa
    azione partecipano 1000 persone invece di 10, l’efficacia della mia
    azione è più alta. E questa è la situazione in questione: FLxER e il
    suo bel motore in Flash sono stati lo strumento utilizzato con enorme
    successo per tirar su una comunità sconfinata, consapevole *attiva*
    sui temi dell’accesso, della disponibilità e della condivisione. Anche
    a costo di fare una cosa “illegale” come craccare il bel softwarino di
    adobe o, nel caso del messaggio che ha originato la questione, di
    forzare la mano sulle politiche nazi di apple, e infiltrare un bel
    playerino flash nelle barricate burocratico-stilose di apple (per
    quanto limitato e ancora un po’ scomodo da usare)

    Sulle alternative: io tra l’altro le condivido appieno, ma mi sembrano
    dedicate a tutt’altro mestiere. Almeno quelle che citi. Fatta forse
    esclusione per PureData, FreeJ e Qeve, che però non hanno nemmeno la
    generalità di Flash. E viva HTML5, ma per ora non c’è qualcosa che
    permetta di fare in HTML5 una esperienza interattiva o estetica come
    quelle che posso fare in Flash (scattosità, framerate, risoluzioni e
    altre robe del genere).

    e, in finale, la mia conclusione è sempre la stessa: bisogna ancora
    lavorarci molto. E nel frattempo può essere importante attivarsi anche
    con quel che c’è. E per esempio FLxER ha fatto un lavoro culturale e
    di divulgazione eccellete.

    “Luogo comune n.3: l’iPhone è lo smartphone più usato (potere del marketing).”

    🙂
    torniamo proprio da una cosa del genere. Ieri abbiamo partecipato ad
    una conferenza al festival della creatività il cui titolo finiva con
    “oltre l’ìPad”

    il presupposto era, in sostanza, anche interessante, perchè pur non
    essendo quello per cui lo spacciano, iphone e ipad segnano comunque un
    passaggio. Perchè sti due oggetti, che ci piaccia o meno, sono due
    artefatti culturali, ovvero degli oggetti che sono entrati nella
    texture culturale di moltissime persone, sono degli oggetti iconici
    che segnano una trasformazione (iniziata, in corso o terminata che
    sia). E in questa prospettiva i “numeri” hanno una importanza
    relativa: essere “iconico al 30%” è meglio di essere “standard
    all’80%”. Almeno per quello che riguarda la comunicazione.

    ieri per esempio in mezzo a questo scenario ci siamo sforzati come
    pazzi per far “passare” tutte le informazioni che di solito si perdono
    nelle disquisizioni di marketing, a partire dalla chiusura delle
    tecnologie, fino all’assenza di standard condivisi da comunità
    internazionali trasparenti ed aperte, fino allo spostamento di potere
    agli operatori, fino ai modelli consumistici e di imamginario promossi
    sia per “consumatori” che per “sviluppatori”. E’ stata una fatica e
    ne è valsa la pena, con le persone che alla fine della conferenza ci
    venivano a stringere la mano dicendoci che gli avevamo aperto un
    mondo.

    quindi: boh? in realtà tutto questo discorso ha molte più facce di
    queste. Che sono un po’ oltre il “fondamentalismo” da free software e
    sono un po’ più a contatto con i modi di agire, con gli immaginari,
    con le forme dell’espressione.

    ciau!

  2. #2 di arturo il 25/10/2010 - 5:14 pm

    … a leggere i dati che fornisci è difficile darti torto, ma la parte che più mi convince è questa
    “Sono però convinto che qualsiasi software o hardware che diminuisca il controllo degli utenti sulla tecnologia, che impedisca “di metterci le mani dentro”, tolga un pezzetto di libertà alle persone. E come dice Stallman è così facile perdere la propria libertà che spesso la perdiamo senza neanche accorgercene.”

  3. #3 di mat il 25/10/2010 - 3:08 pm

    Neanche io sono un integralista, dove posso (e più che posso) uso software libero ma alle volte, proprio perché il mondo è complicato ed ha sfumature, uso software proprietario, o per esempio su un palco prediligo un mac (con pure data!).
    n1. Ci sono centinaia di siti che usano flash in maniera spropositata, solo come “maquillage” e perché bisogna essere multimediali a tutti i costi, creando così ancora più rumore che nasconde il contenuto. E’ anche però usato da molti video-artisti che necessitano di interattività o manipolazione di dati, ma a questo scopo c’è l’imbattibile Processing, non completamente Free SW ma Open Source sotto licenza GPL: http://processing.org/
    n2. E’ anacronistico dire che un software proprietario sia più semplice del FLOSS, dipende cosa impari prima, in ogni caso di solito si tratta unicamente di riabituarsi ad utilizzare altre procedure per lo stesso risultato. Anche se devo ammettere che GIMP è tosto da imparare se conosci bene Photoshop, mea culpa!
    un saluto.

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