Open data, Camera dei deputati: spesi 12 milioni per software nel 2011.


Luci ed ombre sul bilancio spese della camera dei deputati.
Le luci sono costituite dalla possibilità di vedere quanto spendiamo e a quali fornitori diamo i soldi.
Le ombre sono relative all’oggetto della fornitura, sul quale c’è spesso una cortina fumogena.

Mi sono concentrato sulle spese relative all’informatica. Sapere, per esempio, che vengono dati ad Engineering 638.000 euro per “Acquisto software” non aiuta a capire se il software acquistato è davvero utile e se esistano sul mercato alternative altrettanto valide e, magari più economiche. Oppure: sapere che Agile s.r.l. (ex Eutelia, in amministrazione straordinaria) percepisce più di un milione di euro per assistenze informatiche aiuta ben poco a capire per cosa la Camera paga Agile s.r.l..

Con ordine.

Un po’ di tempo fa ho letto che anche la camera, dopo le resistenze dello scorso anno (vedi la battaglia dei radicali in proposito), ha adottato l’open data. Ciò significa che le informazioni relative agli atti della camera sono resi pubblici. Bene!

Incuriosito sono andato a vedere su Linked Open Data Italia per leggere il bilancio delle spese della Camera dei Deputati e sapere quanto spendiamo per il software. Ho trovato risposte alla mia curiosità: bene!

Ho filtrato i dati per vedere solo le spese relative ad informatica, e mi sono reso conto che non è citato mai l’oggetto del contratto, se non una generica label: “Acquisto software”, o  “Manutenzione software”, etc. Praticamente impossibile dare un giudizio di merito: male!

Poi, mi sono domandato: “come potrei sapere quanti e quali di questi software acquistati e manutenuti sono liberi o open source?”. Impossibile saperlo. Insomma a mio parere per capire veramente come stanno le cose i dati resi liberi ad oggi non sono ancora sufficienti.

La mia curiosità personale e professionale mi porta a fare le seguenti domande:

  • quanto software libero utilizza la camera?
  • quanto del software utilizzato è fuori mercato?
  • quanto si potrebbe risparmiare facendo altre scelte?
  • come sono stati assegnati i contratti di cui si parla?

Non ho potuto dare risposte a queste domande. Però ho isolato alcuni dati sulla base di quanto ho letto.

Intanto il totale delle spese: quasi 13.000.000 euro. Mica uno scherzo.
Poi le aziende che hanno incassato di più. La parte del leone la fanno Agile s.r.l. (ex Eutelia! Attualmente in amministrazione straordinaria) ed Engineering che superano il milione di euro. Seguono alcune importanti aziende italiane: Insiel mercato spa (528.000) , Interact spa (quasi un milione), sistemi informativi, innovare spa, bit media, regesta.exe.

Quante di queste aziende utilizzano e forniscono software libero? Dando un’occhiata ai siti delle relative aziende, a parte engineering, che ha un rapporto controverso con l’open source, nessuna delle altre aziende sembra avere dei prodotti e dei servizi legati all’open source e/o al software libero.

Sono riuscito ad incrociare i dati ottenuti dalla camera con quelli presenti nei siti dei fornitori. I dati della camera non mi hanno facilitato il compito. 🙁
Due casi mi appaiono clamorosamente poco coerenti con la filosofia open tipica dell’Open Data.

Il primo è quello di Interact spa. Quasi un milione di euro tra acquisto software, manutenzione software e assistenze informatiche. E’ il fornitore del sito camera.it (non so se tutti i contratti siano relativi a questo sito o anche ad altro). Nel sito del fornitore si legge, tra l’altro, che “il sito (della camera) integra: Tecnologia basata su open-source…”. Peccato che il sistema usato sia XManager, sviluppato dalla Interact, che lo stesso sito del fornitore descrive come software proprietario .

L’altra caso è quello di regesta.exe che da anni si occupa di digitalizzare e mettere online archivi storici e di opere d’arte, utilizzando il suo software proprietario xDams. Regesta.exe è il fornitore del sistema di archivio.camera.it che mette a disposizione l’archivio storico della camera. In questo caso non c’è nessun riferimento al software libero o open source: niente ipocrisie.
Ma io mi chiedo se sia corretto un approccio all’open data disgiunto dall’open source.

Intendiamoci: ogni azienda è libera di attuare le proprie strategie di mercato, ma a mio parere la PA (la camera lo è) ha il dovere di utilizzare le soluzioni software migliori considerando costi, apertura, libertà del cliente, lock-in, funzionalità.
Ed a mio parere il software libero è migliore del  software proprietario non solo da un punto di vista di efficienza, ma soprattutto dal punto di vista dello sviluppo economico che può derivarne (Perchè la PA dovrebbe incentivare l’uso di software libero/Open source).

per approfondire:

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  1. #1 di strk il 06/07/2012 - 2:42 pm

    Un recente lavoro della fondazione per la conoscenza aperta potrebbe essere di interesse: un rapporto sulle tecnologie al servizio della trasparenza finanziaria pubblica:

    http://blog.okfn.org/2012/05/30/technology-for-transparent-and-accountable-public-finance-report-published/

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